Pubblicazioni e ricerche sulle Nanopatologie

Il contrasto alle Nanopatologie passa attraverso la ricerca scientifica. Qui puoi trovare le pubblicazioni e le ricerche che abbiamo prodotto nel corso degli anni.

Pubblicazioni

Da diversi anni la Fondazioni pubblica i risultati dei suoi studi e delle sue ricerche su riviste scientifiche internazionali. Questo perché crediamo che la vera scienza possa nascere solo da un confronto condiviso.

Ecco alcuni degli articoli più significativi sulle Nanopatologie:

  • Felix Scholkmann, Antonietta Gatti, Particles in the Eluate from Double Filtration Plasmapheresis—A Case Study Using Field Emission Scanning Electron Microscopy/Energy-Dispersive X-ray Spectroscopy (FE-SEM/EDX) Compounds 2022, 2(4), 367-377; (link)

  • Gatti A. M. Video pubblicato su Editori Open Access Scientific Knowledge (OASK) dal titolo Nanopathology: a new word for unknown pathologies. (link)

  • Antonietta M Gatti1, Anna M Lavezzi 2, Stefano Stanzani3, Marko Ristic Novel chemical-physical autopsy investigation in sudden infant death (sids) and sudden intrauterine (siuds) unexplained death syndromes Nanomedicine 2022 Feb 8, PMID: 35133189DOI (link)

  • Gatti A.M. Can nanosensors detect a nanopathology Editorial Int J. Of Biosensors and bioelectronics MedCrave 2023 , 8(2), 42-44.

  • Antonietta M. Gatti1, Marko RisticNew forensic protocol in the era of sars-cov-2 2022, Volume 9 | Issue 2 Journal of Forensic Science & Criminology ISSN: 2348-9804 (202109112033051990494795.pdf)

  • A.Gatti, S. Montanari, Ferrero, Lavezzi Silver nanoparticle in the fetal brain: new perspective in understanding the patholgenesis of unexplained stillbirth Nanomedicine 2021- 10.22177nnm-2020-0391. ISSN 1743-5889 (link)

  • Antonietta Gatti1, Anita Manti1, Laura Valentini2, Marco Rocchi2, Stefano Montanari;Innovative scanning electron microscopic investigation in blood samples of patients affected by leukaemia: new diagnostic parameters linked to environmental pollution. Micron 2021, May (link)

  • L.Roncati, A:M:Gatti, M. Roncati, A. Maiorana Nanopathology and its applications within the forensic discipline, Forensic Science International, 292 (2018) e16-e19.

  • Roncati, Gatti AM, Barbolini, G. Piscioli F, Pusiol T, Maiorana A, In-vivo uptake of rare earth Metals by triple negative Breast Cancer cells. Pathol. Oncol.Res, 2018 Jan 24(1) 161-165 DOI 10, 1007/s12253-017-0209-3

  • Antonietta Gatti Nano-biointeraction and nanopathology in AZOnano October 2016 (link)

  • Artoni E. 1,5, Sighinolfi G.L.5, Campioli D. 2, Magistroni R.3, Cappelli G.3, Gatti A.M.4, Sebastiani M.5, Colaci, Giuggioli D.5, Ferri C.5 Micro and nanoparticles as possible pathogenetico-factors of mixed cryoglobulinemia syndrome Occupational Medicine,2016 September 30; 01/2017; 67(1):64-67 (link)

Ricerche

Lo scopo principale della Fondazione è quello di ideare progetti di sostegno alle disabilità – specialmente infantili – e di fare ricerca per capire l’origine di queste disabilità.

Questo tipo di conoscenza proviene da Progetti di Ricerca Europei che la Dottoressa Gatti ha ideato e coordinato (Nanopathology, 2002-05, DIPNA 2006-2009- progetto di nanotossicologia) e ancora INESE (2010-13; Progetto di nanoecotossicologia).

Questi progetti rappresentano la base per ulteriori studi su diverse patologie, ancora oggi di origine ignota.

Le attività della Fondazione Nanodiagnostics ETS si dividono – quindi – in progetti di sostegno per disabilità e progetti di ricerca su patologie umane ed animali.

Progetti di sostegno sono stati elaborati specialmente per disabili con lo spettro dell’autismo, per aiutare questi ragazzi ad avere una vita migliore. Ad esempio, si stanno preparando corsi di ginnastica, di musica e di teatro per ragazzi disabili dai 6 ai 17 anni.

L’attività di ricerca, invece, è iniziata negli Anni Novanta – grazie ai progetti europei in cui abbiamo implementato nuove tecniche diagnostiche cliniche, basate principalmente su microscopi elettronici a scansione – e ha come obiettivo la comprensione dell’eziologia di patologie ancora oggi semisconosciute.

Gli studi svolti fino ad ora hanno messo in evidenza come molte patologie siano innescate da micro e nanoparticelle inorganiche, prodotte sia dalla natura sia da molteplici attività umane, ma anche dalle nuove nanotecnologie.

Polveri nanometriche, con dimensioni simili a batteri e a virus, possono innescare patologie grazie alla loro proprietà di entrare dentro le cellule – siano esse umane, animali ma anche vegetali – arrivando addirittura a modificare, in certi casi irreversibilmente, il loro DNA.

Con indagini di microscopia elettronica a scansione di tipo ambientale si è in grado di vedere la loro presenza in tessuti patologici e determinare gli elementi chimici che compongono le particelle in esame.

Tra le patologie analizzate con queste nuove tecniche si annoverano forme di cancro, compresa la leucemia, morte in culla di bambini apparentemente sani, e l’autismo.

Con la speranza di raccogliere presto i fondi necessari, si pensa di lavorare su altre patologie di origine ignota: le cosiddette malattie orfane.

Le nostre ricerche sono particolarmente importanti perché mirano a individuare l’origine della malattia, senza accontentarsi di mitigare o nascondere i sintomi che ne derivano.