In parecchi ambienti di lavoro sono presenti micro- e nanoparticelle, e queste sono origine potenziale di nanopatologie. La determinazione della loro presenza è essenziale per poter mettere in atto forme di prevenzione o di mitigazione del problema. Nanodiagnostics effettua rilievi sul posto ed analizza con proprie tecniche di microscopia elettronica i campioni ottenuti. Nanodiagnostics è pure in grado di suggerire le possibili soluzioni ai problemi indotti dalle polveri.

Tutte le polveri solide e inorganiche sono potenziali inneschi di malattie. La maggior parte di quelle di origine antropica proviene da processi tecnologici, industriali o artigianali e, naturalmente, sono coloro i quali lavorano nei siti di produzione ad esserne più esposti.

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Detriti a base di Silicio-Alluminio-Ferro in polmone con adenocarcinoma in operaio di industria ceramica di piastrelle.

 

Un tornitore o un saldatore saranno inevitabilmente investiti dalle polveri che la loro attività genera. Le inaleranno; forse, in piccola parte, le ingeriranno e molte si fermeranno sull’abito da lavoro. A volte con quell’abito il soggetto tornerà a casa e molto spesso a casa quell’abito sarà lavato. Tutto questo comporterà una sorta d’importazione delle polveri, specie a danno di chi si occupa della manipolazione e del lavaggio. È così che, non troppo raramente, quelle particelle, origine di patologia per il lavoratore, lo diventano anche per la moglie o, comunque, per dei famigliari.

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Detriti a base di Titanio-Silicio-Alluminio-Ferro in polmone con pneumotorace in operaio metalmeccanico.

 

Non troppo diversa è la situazione di chi opera in una fonderia o in un inceneritore di rifiuti.

Malauguratamente queste situazioni sono frequentemente ignorate o affrontate con molta approssimazione e le contromisure, quando ci sono, non sono sempre efficaci. A titolo d’esempio, per anni chi lavorava nei laboratori dove si studiavano o si producevano nanoparticelle ha maneggiato quei prodotti con estrema disinvoltura senza prendere le precauzioni adeguate. Richard Smalley, Premio Nobel per la Chimica nel 1996 e uno dei padri delle nanotecnologie, morì a 62 anni a causa di due tumori contemporanei probabilmente originati, come lo stesso Smalley ebbe ad affermare, proprio dall’aver maneggiato nanoparticelle senza le precauzioni necessarie. Solo ora quegli ambienti di lavoro sono stati adeguatamente protetti.