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Caso: Cibo
Pur non in maniera estensiva, sono già stati eseguiti alcuni controlli sul cibo e sulle materie prime alimentari. Particelle di natura metallica e ceramica sono state individuate in diversi campioni di grano. Per la maggior parte, questi inquinanti solidi sono indubbiamente di origine ambientale. Ad esempio, grano inquinato da particelle di ferro è stato individuato in un campo in prossimità di una linea ferroviaria. Ma particelle inorganiche inquinanti sono state rinvenute anche nei prodotti finiti come pane e biscotti. E’ ragionevole pensare che la maggiore presenza d’inquinanti nel prodotto finito possa essere introdotta principalmente dai macchinari usati nei processi di lavorazione.
Altro materiale particolato è stato individuato nel fieno, in alimenti quali omogeneizzati per bambini, verdure, e carni. Può essere interessante osservare come particelle di cobalto, cromo, tungsteno e niobio siano state rinvenute nel fegato di acciughe dell’Adriatico e tungsteno nel fegato di pesci gatto pescati in Emilia. Risulta evidente come, una volta che il particolato micro- e nano-dimensionato non biodegradabile sia entrato nella catena alimentare, se non si studieranno e si applicheranno tecniche ad hoc sarà molto arduo se non impossibile liberarsene prima che questo sia arrivato all’uomo.
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